Gli eventi
La notte del silenzio spezzato
Venerdì 14 novembre 2003.
E’ un venerdì sera, quelli in cui le strade si riempiono di vita, l’aria profuma di libertà e di sorrisi. Nunzia è in macchina con le amiche. Viene seguita da casa. In un vialetto appartato di via Posillipo, il suo assassino la raggiunge.
È pronto per stringerla, il coltello nella mano precisa e violenta: con il primo colpo le recide la carotide, Nunzia non può gridare, non può più chiedere aiuto. Il sangue scorre mentre lui continua a colpire in tutte le parti vitali con ferocia e senza alcuna pietà. La sua unica volontà è annientarla.
La lascia a terra, in una pozza di sangue.
Fugge.
Nunzia muore poco dopo, a soli 31 anni, mentre la vita, i sogni, gli affetti, la libertà e l’amore si spengono con lei.
Un atto disumano, che ha strappato via una giovane vita piena di progetti, ambizioni e di sogni.
L’assassino verrà processato e condannato definitivamente a soli 13 anni e 8 mesi di reclusione beneficiando del rito abbreviato, dell’indulto del 2006 e dei vari premi previsti.
Una pena ridotta che grida ingiustizia.
Una sentenza che non può restituire ciò che è stato tolto.